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MET BodyZone cura la forma fisica di Mauro

La preparazione atletica è alla base della riuscita di una buona gara.

La palestra MET BodyZone, segue gli allenamenti di Mauro D'Agostino, guidandolo in un percorso volto a dare il massimo con prestazioni fisiche ottimali.

Lo sforzo richiesto a un pilota non è indifferente ed è forse tra i più singolari e specifici in termini prestativi tra le diverse discipline sportive. Anche se i piloti non corrono o non saltano durante una competizione, sono sottoposti a un simile, se non maggiore, stress fisico rispetto a quello che caratterizza altre discipline. L’impegno dei muscoli del pilota, quando la vettura è in movimento, coinvolge tutto il corpo, comportando un grande impegno mentale e stress psicologico. L'atleta deve essere in grado di mantenere la corretta posizione all’interno della vettura e di resistere alle forti vibrazioni durante l’allenamento e la gara.Per far fronte a questi importanti sforzi il driver chiama in gioco i muscoli di testa, collo, spalle, braccia e addome:

TESTA E COLLO: sono fortemente sollecitati a causa delle vibrazioni e dei movimenti necessari a seguire le curve dei tracciati. Per fornire un determinato contesto, la testa e il casco di un pilota pesano circa 6,5 kg; se si tiene conto di 5-6 G generati in frenata e in curva, i carichi possono equivalere a 30-40 kg. Anche la vista viene coinvolta in modo considerevole se valutiamo le forze intense all'interno del mezzo durante il movimento.Infatti, il sistema visivo è direttamente collegato ai punti di riferimento e alla risposta motoria del pilota durante la corsa. Maggiore sarà l'allenamento agli stimoli visivi, migliori saranno le risposte alle sollecitazioni che questi propongono

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SPALLE, BRACCIA, AVAMBRACCI E PETTORALI: vengono impegnati per sterzare durante i numerosi cambi di direzione.L'avambraccio del pilota è sottoposto a continue sollecitazioni vibratorie che lo inducono, durante tutto il periodo di gara, a mantenere una forte contrazione di base delle braccia, la quale viene notevolmente enfatizzata durante le sterzate, obbligando il pilota a ripetuti carichi di lavoro di circa 30-40 kg

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MANI E DITA: sono chiamate in causa per stringere saldamente il volante e cambiare le marce

ADDOME: funge da stabilizzatore durante le curve. Assorbe le sollecitazioni verticali derivate dalle vibrazioni della macchina e dai sobbalzi improvvisi che questa compie durante la gara

GAMBE: sono fortemente sollecitate per compressione.A differenza delle auto che guidiamo, un'auto di Formula Uno richiede molta forza dalla gamba sinistra del guidatore in frenata, con un conseguente sforzo ripetuto di circa 80+kg contro il pedale

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Quindi, se dovessimo allenare un pilota, su cosa dovremmo focalizzare la nostra attenzione nella programmazione del suo training?

  • ALLENAMENTO DEL CORE: Non possono mancare gli esercizi di crunch (semplici o con rotazione) per il tratto addominale e le estensioni del busto per il tratto lombare, seguiti, a fine allenamento da esercizi di scarico per la colonna vertebrale.

  • ALLENAMENTO DEGLI STABILIZZATORI DEL CAPO: La soluzione migliore per limitare i danni del tratto cervicale è data dall'allenamento specifico dei muscoli del collo, attraverso una preparazione atletica attuata con esercizi di flessioni anteriori, posteriori e laterali del capo e con esercizi di retropulsione dello stesso.Per incrementare il carico, si può eseguire il movimento in posizione orizzontale (proni o supini), in modo da lavorare contro forza di gravità. In seguito gli stessi esercizi possono essere eseguiti indossando il casco di guida o con l'ausilio di elastici.

  • ALLENAMENTO DELLA FORZA: È importante per un pilota condizionare spalle e collo, poiché la testa non è sostenuta da un movimento laterale e in avanti. E’ importante riprodurre la posizione di guida e, in combinazione con un sistema di carico dello sterzo e attrezzature aggiuntive, sviluppare l'area della parte superiore del corpo.

  • ENDURANCE TRAINING E RESISTENZA CARDIACA: i piloti, nell’allenamento alla resistenza cardiaca, possono godere di un approccio multidisciplinare, che comprende ciclismo, corsa, il canottaggio, il nuoto o anche lo sci di fondo. Le discipline di tipo motoristico sono accompagnate da una forte componente emotiva, che determina particolari coinvolgimenti dei sistemi nervoso ed endocrino, nonché dell'apparato cardiocircolatorio. Ecco perché l’utilizzo di cardiofrequenzimetri si rivela particolarmente utile per guidare le loro sessioni di resistenza, quando si replicano le condizioni e la durata di una gara.

  • ALLENAMENTO DELLA REATTIVITA’: il sistema visivo è direttamente collegato ai punti di riferimento e alla risposta motoria del pilota durante la corsa. Maggiore sarà l'allenamento agli stimoli visivi, migliori saranno le risposte alle sollecitazioni che questi propongono.Molto interessanti sono gli allenamenti basati sui tempi di risposta: all'accendersi di una o più luci l'atleta deve spingere vari bottoni corrispondenti al colore delle luci, a velocità via via sempre maggiori.

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